Criptovalute

Sfide e potenziale delle criptovalute nel settore del gaming online

Secondo il parere degli esperti le criptovalute rappresentano un grande potenziale per il settore del gaming online.

Negli ultimi tempi si parla sempre più delle criptovalute, monete digitali pensate per effettuare qualsiasi tipo di transazione e utilizzate in diversi settori, tra cui spicca quello del gambling. I principali media di informazione riportano quotidianamente notizie sul tema, soprattutto sul Bitcoin, la criptovaluta più popolare e usata a livello mondiale, che da qualche tempo viene utilizzata come sistema di pagamento nei casinò online.

L’introduzione nel mercato delle monete virtuali ha dato vita ad un acceso dibattito tra sostenitori, che vedono nella criptovalute un punto di svolta per l’intero mondo della finanza, e detrattori che parlano di “totale follia” e gigantesca “bolla speculativa”.

Il Ceo di Goldman Sachs Lloyd Blankfein, per esempio, ha definito i Bitcoin come “un veicolo per perpetrare frodi” e Joseph Stiglitz, ex economista capo della Banca Mondiale, ha chiesto addirittura che siano “messi fuori legge“. Tim Draper, il finanziatore della Silicon Valley, li descrive invece come “la più grande tecnologia di internet“, prevedendo che in un prossimo futuro le persone di tutto il mondo pagheranno qualsiasi cosa utilizzando le monete virtuali.

La tecnologia blockchain sta cominciando ad interessare anche le banche e, nel settore del gaming, in particolare del gambling online, sono già diversi gli operatori che offrono ai giocatori la possibilità di pagare o effettuare transazioni in criptovalute. Gli esperti sostengono che il gambling online è uno dei settori in cui l’adozione delle criptovalute potrebbe riscuotere maggiore successo.

Secondo Oluwaseyi Akin-Olugbemi, responsabile vendite di Dimoco,”i tanto pubblicizzati benefici rivoluzionari delle criptovalute per i pagamenti non sono ancora stati realizzati. Dal punto di vista del rischio, una delle principali sfide è l’elemento ‘sconosciuto’ in termini di comportamento dei clienti e l’attività di spesa. Raramente ci sono riferimenti sul cliente tipico della criptovaluta”.

In tale contesto diventa necessario basarsi ed aggregare le conoscenze sul comportamento e sulla spesa di un cliente reale: l’aggregazione può essere realizzata monitorando giornalmente e dettagliatamente le varie transazioni. La raccolta di tutti i dettagli dei clienti e una conoscenza approfondita del gioco online risulteranno fondamentali.

Le tecnologie blockchain potrebbero rappresentare un cambiamento significativo con le piattaforme di scommesse sportive possono utilizzare blockchain per eseguire contratti di scommesse“, ha aggiunto Akin-Olugbemi.

I bitcoin vengono già usati come sistema di pagamento da diverse piattaforme di casinò online che offrono ai propri clienti un metodo alternativo rispetto a quelli classici quali carte di credito, bonifici bancari, PostePay e Paypal. “La diffusione delle criptovalute è destinata a favorire il processo di integrazione dei pagamenti attraverso valute digitali”, sottolinea l’esperto.

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L’impiego dei Bitcoin nei casinò online

CEO Greentube Malta - Starvegas Casino

Come abbiamo accennato in precedenza vi sono già diversi casinò digitali che accettano la popolare criptovaluta come principale metodo di pagamento, uno strumento che nei prossimi mesi verrà introdotto anche dall’operatore del Gruppo Greentube Malta Ltd StarVegas Casinò. Il vantaggio risiede nel fatto che le criptovalute sono in genere anonime e facilmente trasferibili; inoltre le transazioni con Bitcoin sono immediate e questa caratteristica le rende perfette per gli utenti dei casinò online. Tuttavia, a differenza delle valute legali, non esistono regolamenti universali in vigore che possano definire il Bitcoin come una forma di denaro.

Per tale ragione, dal punto di vista della sicurezza, le criptovalute possono rivelarsi un’arma a doppio taglio: da una parte abbiamo l’aspetto pubblico del Bitcoin e la possibilità di essere controllato dalla Rete, dall’altra parte c’è la mancanza (al momento) di una regolamentazione che la classifica come moneta ufficiale che la potrebbe rendere poco affidabile.

Quando si usa un metodo di pagamento tradizionale bancario, alla base c’è sempre un processo di verifica dell’utente e dei suoi dati personali, difficile da attuare con meticolosità nei casinò in cui si usano criptovalute. Solitamente i casinò che accettano depositi con Bitcoin richiedono semplicemente che il versamento abbia 1 o 2 conferme sulla rete Bitcoin prima di rendere disponibili i fondi nel conto gioco del giocatore. I prelievi di fondi dai casinò con Bitcoin sono meno costosi rispetto ai tradizionali casinò online, poiché non vi sono tasse e commissioni aggiuntive.

Per fare una transazione con Bitcoin nei casinò online non bisogna fornire informazioni personali, eccetto il proprio indirizzo e-mail: è l’unico modo perchè dati personali rimangono al sicuro senza essere divulgati a terze parti. La mancanza di una normativa, però, favorisce il mercato nero e il rischio è quello di finire con un deposito di Bitcoin in un casinò inesistente.

La sfida dei regolatori e l’intricata matassa legislativa

John Basquill, editore di PaymentsCompliance

La posizione dei regolatori nei confronti delle criptovalute è alquanto complicata in quanto non riescono ancora a individuare un preciso quadro normativo di riferimento. All’interno dell’Ue si sta cercando di lavorare al fine di portare le criptovalute sotto una sorta di controllo normativo. Tuttavia nessuno dei lavori finora completati è ancora operativo.

Le piattaforme che consentono agli utenti di scambiare valute legali a favore di Bitcoin, Ethereum o migliaia di alternative, saranno introdotte nell’ambito della revisione della quinta direttiva antiriciclaggio che imporrà maggiori controlli. Tuttavia modificare tale direttiva si è rivelato un processo accurato e dispendioso in termini di tempo e, anche se i legislatori dell’Ue hanno raggiunto un accordo sul testo finale, è improbabile che venga approvato formalmente prima di questo mese. Diventando così efficace almeno a novembre 2019”, ha dichiarato John Basquill, editore di PaymentsCompliance.

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Vi sono iniziative che hanno anche preso di mira le criptovalute. “Le attuali bozze di una nuova direttiva volta a combattere la frode e la contraffazione dei pagamenti hanno citato la tecnologia come a rischio frodi e consentirebbero alle autorità di vigilanza di agire contro le truffe”, ha aggiunto.

Altri regolatori dimostrano un atteggiamento più aperto nei confronti delle criptovalute: “È meraviglioso costruire relazioni con questi regolatori che sono di mentalità aperta e senza pregiudizi sulle criptovalute. Ad esempio l’autorità fiscale estone (che regola anche le licenze di gioco) ha una solida visione delle criptovalute come beni, con linee guida fiscali in vigore. Da apprezzare anche gli sforzi della Malta Gaming Authority che lavora a una nuova regolamentazione e sulla costruzione di una strategia nazionale su blockchain e criptovalute“, ha chiosato Jan Stupka, responsabile pagamenti di Coingaming Group.

La Malta Gaming Authority, ha di recente fatto passi avanti per l’accettazione di monete virtuali ai fini di gioco. Sono state fornite indicazioni per l’uso della tecnologia DLT (Distributed Ledger) attraverso l’implementazione di un ambiente sandbox. La MGA ha in questo modo confermato il suo intento di essere all’avanguardia per quel che riguarda i giochi a distanza e di abbracciare l’innovazione adottando un approccio prudente.

Secondo il Primo Ministro di Malta, Joseph Muscat, “l’Europa deve diventare il continente del Bitcoin e le autorità di regolamentazione del gioco d’azzardo europee devono adattarsi allo sviluppo delle criptovalute e creare opportuni meccanismi per controllarle“.

In Italia la prima proposta normativa sulle valute virtuali è stata presentata nel 2016 da Stefano Quintarelli, imprenditore, informatico, blogger e membro del Parlamento italiano nella XVII legislatura, come parte del gruppo Civici e Innovatori.
Nel maggio 2017 in Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il decreto n.90, contenente la IV Direttiva antiriciclaggio (entrata in vigore il 4 luglio 2017) che tratta anche l’uso di criptovalute nel nostro paese. Sono state fornite definizioni giuridiche delle valute virtuali; il testo prevede inoltre che gli exchange debbano ottenere una licenza per operare sul territorio nazionale.

In riferimento alla regolamentazione del Bitcoin e delle altre criptovalute come metodo di pagamento nei casinò online, serviranno ulteriori sforzi da parte dei legislatori. La situazione con il gioco d’azzardo online nel nostro paese è inoltre piuttosto complicata soprattutto dopo il divieto assoluto sulle pubblicità di gioco del Decreto Dignità.

I Bitcoin non rappresentano una minaccia per il sistema finanziario tradizionale…

A sostenerlo è Joe Ewens, editore di GamblingCompliance. “Il processo di verifica e completamento delle transazioni è lento, costoso e consuma grandi quantità di energia, rimanendo allo stesso tempo vulnerabile a fluttuazioni estreme di valore. Sebbene ciò non sia necessariamente vero per tutte le criptovalute, non ne esiste ancora una che sia ampiamente disponibile come strumento di pagamento al dettaglio o B2B. Il blockchain, la loro tecnologia di base, è stata oggetto di intensa attenzione da parte delle banche di tutto il mondo. Vi sono ancora dubbi sulla sua redditività nello spazio dei pagamenti, ma i sostenitori citano il suo potenziale per migliorare l’efficienza e il costo eliminando gli intermediari, in particolare per le transazioni transfrontaliere”.

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L’altra faccia della “moneta”

La comparsa delle criptovalute nel mercato mondiale sta preoccupando diversi psichiatri e psicologi i quali sostengono che “la moneta virtuale sta creando una nuova classe di scommettitori che presentano gli stessi problemi psicologici tipici dei giocatori compulsivi”. Inoltre “lo status delle criptovalute, non regolamentato da alcun governo o stato, liberamente commercializzate attraverso il web in tutto il mondo, fanno sì che il loro uso si diffonda come un’epidemia senza controllo”.

Gli specialisti sono concordi nell’affermare che sta crescendo il numero di investitori che si comportano come degli scommettitori riconoscendo che questo cambiamento potrebbe avere un effetto devastante sul loro comportamento.

La dipendenza da criptovalute è sempre più comune tra i suoi accoliti, dal momento che rappresenta un’altra forma di scommettere capace di attrarre un pubblico sempre più vasto, qualcosa di simile a quanto avviene per slot machine online e i giochi di casinò in generale”, ha dichiarato Walid Abdul-Hamid, direttore clinico e consulente psichiatra presso il centro benessere del Priorato di Dubai.

Secondo l’esperto il disturbo patologico generato dalla compulsività verso le valute virtuali può essere paragonato a quello delle scommesse convenzionali, con la differenza che queste sono “camuffate” come prodotto del mercato azionario. Aggiunge inoltre che “le drammatiche fluttuazioni dei prezzi di Bitcoin e delle sue sorelle più giovani, provocano nell’investitore la stessa sensazione di ansia che provano i giocatori d’azzardo quando scommettono su gare o su un evento sportivo.Una situazione che apparentemente provoca una piacevole sensazione di eccitazione, ma i cui effetti possono portare alla dipendenza oltre ad essere finanziariamente disastrosi”.

Alcuni terapeuti che si occupano della “dipendenza da criptovaluta”, affermano che le criptovalute stanno portando allo sviluppo di una forma di dipendenza denominata “Bitcoin Blues“, adducendo che sono in crescita i pazienti che presentano i sintomi di questa “malattia” descritta come una “sorta di depressione legata al mondo degli investimenti”.

Gli analisti suggeriscono che la cosa migliore da fare in futuro è considerare l’inversione tramite le monete virtuali come un gioco d’azzardo, in modo che il settore diventi sempre più regolamentato e sempre più legittimo capace di convertirsi in uno strumento finanziario come molti altri.

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