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Il web 3.0 si fonderà su piattaforme blockchain tra loro interconnesse

Il mondo che viviamo è in eterno movimento. Tutto ciò che ci circonda è in costante evoluzione e così anche tutto ciò che usiamo, normalmente, ogni giorno. Prendete internet ad esempio. Un universo totalmente immaginario mezzo secolo fa e che ora, invece, pervade ogni aspetto delle nostre vite. E che è pronto per una nuova rivoluzione. La prossima tappa del web che navighiamo oggi sarà il Web 3.0, un mondo che “si fonderà su piattaforme blockchain tra loro interconnesse”. Così ha affermato Gavin Wood, cofondatore di Ethereum e fondatore di Paruty Technologies al Web3 Summit di Berlino, aperto il 22 e appena concluso lo scorso 24 ottobre.

Facciamo un passo indietro però, per tutti coloro che non conoscono la materia. Di cosa si parla quando si cita Ethereum? Si tratta di una piattaforma decentralizzata del web 3.0 per la creazione e pubblicazione peer-to-peer di contratti intelligenti, creati in un linguaggio di programmazione completo. La community che sostiene questo software raccoglie oltre 34 paesi e in Italia conta circa 654 membri dal 9 giugno 2014.

La sfida per Gavin Wood è quella di trovare il modo di connettere le diverse blockchain tra loro: lo ha fatto e ha dimostrato che è possibile creare una piattaforma blockchain personale o aziendale in appena 60 minuti.

La sua squadra di programmatori lavora su Parity Substrate 1.0 beta, un sistema che fa riferimento al protocollo Polkadot, ideato da Parity Technologies, che è in grado di creare collegamenti tra differenti blockchain, così come un link oggi collega la pagina di un sito web ad uno correlato.

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Compito di Parity è quello di tradurre queste tecniche in termini semplici, procedure standard e intuitive, insomma consentirne un uso ampio e di massa. L’utente medio deve poter creare blockchain come se stesse creando pagine HTML. Allo stesso tempo, per capire la correlazione tra Substrate e Polkadot, Wood usa una similitudine: Substrate è come il nostro pc, Polkadot è invece la scheda di rete installata che ci permette di connetterci al mondo delle blockchain.

Ecco allora che quella di Substrate potrebbe veramente essere una nuova rivoluzione nel mondo digitale. Uno strumento che consente di soddisfare esigenze di sviluppatori esperti o meno esperti, senza la necessità di creare da zero una piattaforma blockchain. La versione 1.0 beta supporta linguaggi di programmazione come Rust, C++ e C, mentre le future versioni potranno supportare anche altri linguaggi. Tra gli algoritmi di consenso sono ammessi quelli di Nakamoto, il nuovo SHATF, Ouroboros di Cardano e Ethash di Ehereum. Tutto questo gratis: Substrate infatti non è a pagamento come Microsoft Azure Blockchain Workbench.

Se fino a ieri guardavamo alle piattaforme CMS o Wordpres come gli strumenti fondamentali dell’internet, che avevano garantito a tutti la possibilità di creare da soli siti digitali, adesso si apre una nuova era. Quella del web 3.0, delle blockchain connesse tra loro, delle piattaforme creabili da soli, praticamente gratis e in pochissimo tempo.

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