SERGIO RAGALZI, Genetica 2093
MACRO
PRESS RELEASE
DELLORO ARTE CONTEMPORANEA
"SERGIO RAGALZI, Genetica 2093 - MACRO"
A cura di Elena ForinOpening 30.09.10
Sergio Ragalzi presenta al Macro l’inquietante installazione Genetica 2093, ideata alla fine degli anni ’90 e presentata per la prima volta da Luca Beatrice nel 1999.
Grandi gonfiabili in pvc, embrioni neri, vivi e pulsanti nelle loro forme primordiali, appaiono come icone di un’indefinita premessa dell’ umanità e allo stesso tempo forma di un ignoto futuro.
Il progetto espositivo, iniziato ad Aprile con una grande installazione all’ Auditorium Parco della Musica di Roma, e in seguito a Berlino in occasione della sesta Biennale d’Arte, verrà presentato negli spazi del cortile del Macro di via Reggio Emilia per entrare così a far parte della collezione del Museo.
Testo di presentazione.
Nel 1984, in occasione della prima mostra di Sergio Ragalzi (Torino, 1951), il poeta e critico Emilio Villa, parlava di “dicitura atmosferica”, di “atto decisivo” e “ominale”, di una “folta relazione feticistica” che accende la figura nei suoi più crepuscolari residui attraverso le poche flessioni di un silenzio “spettrificato”, e verso una “aristocrazia del feticcio”.
Oggi al MACRO queste stesse tensioni sono visibili nei grandi elementi gonfiabili di Genetica 2093, che animano la Hall del museo attraverso una invasione spaziale, umana e umanoide nutrita di senso plastico e di un valore concreto ed estremamente curioso. Queste inattese presenze, accolgono lo spettatore generando un intrigante sistema di opposti, che tra pieni e vuoti, rappresentazione e assenza, immagine e negazione cromatica, volume e segno, invitano a una personale appropriazione dell’opera.
Giunti recentemente in comodato ad arricchire la collezione del Museo, gli enormi embrioni neri di Ragalzi amplificano la più minuta identità della vita, la forma da cui si genera lo sviluppo, il segno da cui parte l’evoluzione e da cui ha origine il futuro, confermando la strenua autonomia e originalità della sua ricerca dagli anni ’80 giunge a oggi.
Elena Forin.
SERGIO RAGALZI, Genetica 2093
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